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Tifone Trami

Ieri notte abbiamo avuto davvero paura.

E’ stato la sera dell’arrivo del Tifone Trami che, dopo aver creato caos a sud del Giappone portandosi con sè morti e feriti ed isolando il paese dal resto del mondo con la chiusura dei principali aereoporti internazionali,  si è abbattuto su Tokyo nella notte del 30 settembre.

Per Yo è stato l’ottavo tifone quest’anno;  per me, il primo della mia vita.

Eravamo a casa, già coricati nel letto, dopo una lunga giornata in giro per la città. Dalle 10 di sera alle 3 del mattino, momento in cui il tifone Trami si è mostrato, la sensazione che ho provato ininterrottamente era paura. Per tutto il tempo sembrva di essere su un aereo nel pieno di un volo con perturbazioni.

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Trami – Visto dallo spazio

Una notte insonne

Il vento, continuo e fortissimo, passando tra i palazzi e le vie strette, emetteva dei suoni simili alla sirena di una nave quando arriva in porto. La pioggia, incessante, sbatteva contro i vetri delle nostre finestre e sembrava li volesse spaccare.  Il palazzo in cui viviamo, con l’arrivo delle forti ondate di vento, non ha mai smesso di tremare.

Qualche volta uscivamo da sotto le coperte per dare un’occhiata alla situazione fuori dalla finestra, soprattutto quando sentivamo sirene della polizia o dei vigli del fuoco. Rimanevamo sbigottiti dall’osservare come a tratti, gli edifici davanti a noi sparissero, nascosti dalla violenta pioggia e vento.

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Città di Kagoshima – Una donna combatte contro il vento del tifone Trami (© Behrouz Mehri, AFP)

Abbiamo avuto davvero paura.

Yo di Tifoni ne ha visti tanti, ma questo ha intimorito anche lui. Personalmente vengo da una zona, in Italia, dove cui questi eventi non accadano (dita incrociate). Siamo protetti dalle nostre amate Alpi a Nord , ed il nostro Mar Mediterraneo a sud difficilmente è portatore di tifoni (che sono invece tempeste tropicali tipiche degli Oceani).

Vivere quindi in un paese in cui eventi di questo tipo sono sempre più frequenti mi rende più coscienziosa su quella che è la forza della natura, e di quanto noi siamo piccoli a confronto.

Prevenire Insegnando, è Meglio che Curare!

Il Giappone ne ha viste tante tra uragani, tifoni e terremoti, e da anni, attraverso mezzi di prevenzione di qualunque tipo, aiuta i suoi abitanti a rimanere al sicuro.

Già una settimana fà, in ogni buca delle lettere, era stato lasciato un volantino di 2 – 3 pagine raffigurante attraverso immagini e foto (comprensibili così anche per gli stranieri) i corretti comportamenti da mantenere in caso di inondazioni o tifoni con rispettivi numeri di telefono da contattare in caso di emergenza (con call center multilingua anche per gli stranieri).

Ieri mentre tornvamo a casa, c’erano segnaletiche ovunque che ricordavano l’anticipo della chiusura del sistema ferroviario e, da megafoni provenienti delle auto della polizia che giravano per le vie, veniva chiesto al tutti di non uscire di casa la sera a causa del mal tempo imminenete.

Una città pronta al suo arrivo

Le strade vicino al fiume erano state chiuse con apposite segnaletiche e tutti i cassonetti dell’immondizia vicino alle classiche macchinette delle bibite insieme a cartelloni, vasi o altri oggetti per strada, erano stati assicurati al suolo così che non volassero via.

“Japan really are the world leaders in both emergency preparedness and response, and in ensuring that infrastructure and assets are resilient when they are constructed,”   Marc Forni (World Bank)

Qui anche i bambini sanno come muoversi in caso di disastro ambientale. Ogni 1 settembre dell’anno, il Giappone si ferma per il giorno nazionale della “Prevenzione Contro i Disastri”. Nelle scuole e negli uffici pubblici si smette di studiare e lavorare e si ricorda tutti insieme la storia degli eventi disastrosi che hanno colpito il paese in passato e si insegna come comportarsi durante un disastro ambientale.

Il 1 settembre del 1923 un terremoto di magnitudo 7.9 colpì la zona del Kanto e più di 100.000 persone persero la vita. Dopo quell’episodio ogni 1 settembre si ricorda il disastro accaduto e si insegna alle nuove genarazioni a non avere paura.

Sentirsi al sicuro

Forse non si può trovare paese al mondo in cui sentirsi più al sicuro in caso di calamità naturale. Gli edifici sono pensati con l’idea di resistere a catastrofi, e, quando raggiungono la loro “vecchiaia” vengono abbattuti e ricostruiti (mettendo qualche volta in difficoltà chi ci abita da tempo – la nostra nuova coinquilina ha infatti dovuto lasciare il suo appartamento dopo un anno che ci abitava in quanto l’edificio era stato ritenuto troppo vecchio e necessitava di essere abbattuto).

Se mai verrete a vivere qui in Giappone permettetvi di darvi un consiglio: non siate troppo tirchi e fate molta attenzione all’anno in cui l’edificio che avete addocchiato è stato costruito (viene sempre segnalato nella varie offerte). Ovviamente più l’edificio è vecchio meno costerà il vostro alloggio, ma ricordatevi bene dove siete e quello che potrebbe accadere a livello ambientale da un giorno all’altro!

Il sole dopo la tempesta

Mai avrei pensato ad una giornata così limpida e calda dopo quello che avevamo assistito nella notte. Yo me l’aveva detto, ma io non ci credevo.

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I colori del cielo la mattina dopo.

Questa mattina ci siamo svegliati come al solito alle 5,45. Pronti per una nuova settimana.

Abbiamo fatto colazione e ci siamo vestiti: Yo per andare a lavoro, io per andare a fare una corsetta e vedere la situazione nel quartiere.

Secondo le previsioni quello che ci aspetta nella giornata di oggi è sole intenso con temperature che raggiungeranno 34° nel pomeriggio.

Alle 6:30 del mattino sembrava che non fosse accaduto nulla.

Experience Tokyo: Correre per Le Vie della Città

Qualche segno del suo passaggio

Cassonetti, vasi e cartelloni che erano stati assicurati il giorno prima era di nuovo nella loro posizione. Le segnaletiche che impedivano di accedere vicino al fiume erano state rimosse e la maggior parte dei treni funzionava (tranne alcuni cui linea era ancora sottoposta a qualche controllo – a proposito: treno fermo non equivale ad assenza di trasporto! Al posto della metro potete infatti utilizzare appositi bus messi a disposizione!)

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Le uniche prove che dimostrato la presenza del tifone Trami poche ore fà!

Le uniche differenze rispetto a prima era qualche vaso e bici caduti per terra.

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Prova 2 del Tifone Trami

Di irreparabile ho solo trovato una vetrinetta rotta che era stata già accuratamente segnalata con striscioni per evitare che qualcuno si facesse male e qualche ramo spezzato sul ciglio della strada).

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Prova 3

Chi ringraziare per tutto ciò? Sicuramente i servizi pubblici, che qui in Giappone non si fermano mai, ma non solo.

Per strada, nei parchi e nelle metro, ho incontrato decine e decine di signori ormai in pensione intenti a pulire il loro quartiere.  Legati ad un gruppo di volontariato o forse mossi dal voler tenere pulita la loro casa, sono rimasta estremamente colpita dal loro lavoro.

Con mascherina al viso, paletta, scopa e sacco alla mano, raccoglievano le foglie per strada, i rametti degli alberi in mezzo alle vie tutto in silenzio ed estrema concentrazione.

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Tifone Trami

Sarà vero o forse no, ma ogni giorno passato in questo paese, e un giorno capace di arricchirmi sia come bagaglio culturale che come persona.

News sul suo passaggio a questo link.

Ere

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