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In qualsiasi ristorante di sushi andiate,  una scelta che non potrà mai mancherà sul menù è il Salmon Sushi!

Grasso, delicato e dal colore quasi fluo, è la tipologia di sushi attualmente più venduta (poco più del tonno) nonchè scelta più popolare e “semplice”.

Un tempo però, le cose erano ben diverse. La geniale combinazione, salmone + riso, non vede infatti la sua origine nel paese del Sol Levante.

Avete mai sentito parlare del “Project Japan”?

Tra gli anni 60 e 70 in Norvegia si sviluppò la tecnica di acquacultura, che prevedeva l’allevamento di pesci, crostacei, molluschi ed alghe in zone circoscritte dall’uomo.

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Acquacultura Norvegese

Il salmone fu uno dei pesci dai cui ottennero più risultati positivi da questa tecnica tanto da raggiungere una produzione maggiore di quella effetivamente richiesta. Si arrivò ad una offerta molto maggiore rispetto alla domanda.

il governo decise quindi di avviare una ricerca di nuovi mercati in cui promuovere la vendita.  Tra i numerosi candidati, il Giappone, grazie alla sua particolare dieta, fu il primo ad essere scelto.

In passato in Giappone il salmone è sempre stato considerato un pesce povero e pericoloso a causa  della facile presenza di parassiti, e per questo veniva  consumato fritto o grigliato. Mai avrebbero pensato di usarlo nella preparazione del sushi. Forma, colore e odore non lo rendevano una scelta ideale da mangiar crudo.

Negli anni 70  però, il paese si ritrovò di fronte ad una scelta difficile. Nonstante l’autosufficenza in termini di cibo proveniente dal mare, a causa della troppa pesca e dell’incrementare continuo della popolazione, furono costretti ad avviare le importazioi di pesce dall’estero.

I Norvegiesi seppero approfittare dell’occasione mostrarono la loro abilità di commercianti con la creazione del “Project Japan” (1986), azione di marketing che si prefissava l’obbiettivo promuovere il consumo di Salmone Norvegese nel paese del Sol Levante.

La strada fu decisamente lunga e tutta in salita.

I Giapponesi non vedevano infatti nel salmone un pesce sicuro da mangiare crudo.

TASTE OF JAPAN: RICETTA SERIOLA IN SALSA DI SOIA e ZENZERO

Nonostante il salmone allevato norvegese prometteva l’assenza di qualsiasi tipo di forma batterica e la possibilità di essere mangiato crudo, i Giapponesi continuavano a non fidarsi nel suo consumo a sashimi.

Come fare dunque a convincere questo popolo del contrario?

Furono avviate diverse azioni di marketing: campagne pubblicitarie che dichiaravano la purezza delle acque Norvegiesi, l’ambasciatore norvegese iniziò a servire salmone crudo alle cene di gala, vennero contatate le principali catene di distribuzione, si iniziarono spot pubblicitari che dimostravano la sicurezza di questo pesce, ma niente di tutto ciò sembrò funzionare.

Uno spiraglio di luce arrivò grazie al coinvolgimento di grandi chef della televisione, in particolare uno, Yutaka Ishinabe, celebre chef protagonista nel programma “The Iron Chef“. Ciò portò l’attenzione mediatica su questo nuovo ingredienti e poco per volta iniziarono i primi successi.

 

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The Iron Chef

Fù in particolare dai supermercati che iniziò la sua vendita, per poi estendersi a macchia d’olio nei negozzi specializzati e nei ristoranti.

Taste of Japan: Teriyaki Salmon

Per il raggiungimento dell’obbiettivo, ci vollero quasi 10 anni di lunghe campagne pubblicitarie e molto denaro speso, ma il tutto è fù ripagato in maniera più che soddisfacente arrivando a rendere il Salmon SUshi una delle pietanze più richiesta nei ristoranti specializzati!

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Se quindi vi chiedete a quando risale l’invenzione del salmon sushi, la risposta è non più di  20 anni fà grazie all’astuzia e abilità del popolo Norvegese!

Ere&Yo

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