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Inizia leggendo Enoshima: un isola ricca di storia (Parte 1)

Passeggiando per le strade di Enoshima

Una volta imboccata la strada principale, chiamata Benzaiten Nakamise Street, facilmente riconoscibile per i numerosi negozi di souvenir e ristoranti, dopo pochi metri vi ritroverete di fronte ad un enorme Torii dal colore rosso sgargiante, che delimita l’inizio della zona dedicata ai santuari.

 

Red Torii and Zuishinmon

 

In particolare, proprio dietro questo imponente gate, una volta oltrepassato una maestosa torre in legno e gesso bianco chiamata Zuishinmon, vi troverete di fronte ad una prima rappresentazione della divinità Benzaiten insieme al drago.

 

Zuishinmon

 

Benzaiten and the dragon at the end of the first stair in Enoshima

 

Proseguendo la scalinata, una volta purificate le vostre mani e bocca, alla tradizionale fontana che troverete al suo ingresso, potrete visitare la prima shrine, la più importante, chiamata Hetsunomiya [辺津宮].

 

Wash your hand at Fountain on the way to shrine building

Questa shrine e’ strettamente legata ad altri due maestosi padiglioni presenti sull’isola, ognuno dei quali e’ dedicato ad un differente dio del mare.

Li potrete riconoscere facilmente durante il percorso grazie alle segnaletiche lungo (non si trovano infatti vicino ma sparsi in diversi punti di Enoshima).

Hetsunomiya [辺津宮] – Dedicated to Tagitsuhime-No-Mikoto

 

Nakatsunomiya [中津の宮] – dedicated to Ichikishimahime-No-Mikoto

 

Okutsunomiya [奥津宮] – dedicated to Tagirihime-No-Mikoto

Dream of Love

E se pensavate che l’atmosfera mistica dei templi fosse finita qui, sappiate l’isola e’ ancora ricca di sorprese.

Finora abbiamo sempre citato la figura della dea Benzaiten, simbolo dell’isola ma non solo. In Giappone sono tre i templi a lei dedicati. A Miyajima in Hiroshima, Chikubushima in Shiga ed ovviamente anche ad Enoshima.

Il tempio a lei dedicato, caratterizzato da una forma ottagonale, durante il periodo di Kamakura, 1192-1333 era luogo di preghiera dei guerrieri che chiedevano alla divinità di proteggerli in battaglia. Con il periodo Edo la figura di Benzaiten cambio’, diventando simbolo di arte, musica e amore.

 

Hoanden

Non a caso, a pochi passi dal suo tempio, potrete trovare tabelloni ricoperti da piccole placche in legno colorate di rosa.Si tratta di Ema [絵馬], tavolette su cui i credenti scintoisti e buddisti (ma non solo) scrivono i loro desideri nella speranza che possano diventare realtà.

Il colore rosa e la presenza di cuori fanno ben capire l’intento degli Ema di Enoshima: trovare l’amore o far crescere quello che già c’e’.

 

Every Ema is 5oo yen

 

Ema Enoshima

 

Un’isola in cui il tempo si e’ fermato

Cosa pensiamo di Enoshima? Che sia un’isola meravigliosa.

Oltre ai templi avrete la possibilità’ di passeggiare in mezzo alla natura, salire e scendere antiche scalinate accompagnati da bellissimi paesaggi e’ qualche amico durante il percorso.

(Mi riferisco ad un grazioso gatto, che si aggirava sonnambulo tra i turisti, una simpatica tartaruga ferma come una statua vicino ad uno stagno, scoiattoli che saltavano tra gli alberi e file di granchietti che attraversavano la strada).

Cat in the temple

Japanese Kamo

Small crabs

Amazing view of the Ocean

Raggiunta l’estremità opposta dell’isola potrete visitare il parco naturale realizzato da Samuel Cocking, un ricco commerciante inglese che, innamoratosi di questo luogo, lo rese ancora più speciale attraverso piante tropicali e fiori provenienti da tutto il mondo. (Costo visita del parco = 500 yen a persona).

Ultima tappa e’ la caverna Iwaya.

Generata dall’erosione creata con il tempo dalle onde del mare, questa zona sotterranea si divide in due grandi aree. La prima lunga 152 m mentre la seconda 56 m. All’interno potrete osservare statue ed opere artistiche, accompagnate da musica e luci, il tutto in un’atmosfera suggestiva.

Purtroppo, a causa di un tifone che qualche giorno fa` deve aver reso alcune zone della grotta inaccessibili, non abbiamo potuto visitarla.

Non volendo pero’ perderci un’esperienza di questo tipo, presto torneremo ad Enoshima, ma questa volta sceglieremo come orario il tardo pomeriggio.

Si perché se visitate l’isola al tramonto, oltre a poter passeggiare alla luce delle lanterne dei templi, avrete la possibilità di assistere ad una vista mozzafiato del Monte Fuji. 100% consigliato.

 

Mount Fuji Enoshima

Enoshima e’ stata una scoperta. Un tappa improvvisata che ci ha lasciato senza parole.

Il Giappone e’ pieno di templi e shrine. Mi e’ capitato di sentir dire “quando ne hai visto uno, e come se li avessi visti tutti. Sembrano tutti uguali”. A dire il vero, lo pensato anche io durante il mio primo viaggio, ma a distanza di tempo, mi sono ricreduta.

Con un po’ di curiosità, si possono infatti scoprire storie e leggende che rendono ogni luogo unico nel suo genere.

 

Come arrivare ad Enoshima da Odawara (Percorso in Bici)

  • Proseguite lungo la strada che costeggia il mare con direzione Yokohama;
  • Tra la stazione di Ninomiya e Ooiso troverete l’insegna della pista ciclabile “Pacific Coast Bicycle Route”.

  • Una volta terminata la pista, proseguite sulla strada 134 fino ad arrivare a Chigasaki.
  • Da Chigasaki ad Enoshima potrete imboccare la “Shonai Kaigan Bycicle Road” che costeggia l’intera spiaggia fino all’ingresso di Enoshima. Si tratta di una zona ciclabile e pedonale quindi procedete con prudenza.

Attenzione:

  • Durante il percorso non troverete molti conbini. Vi consigliamo di fare la vostra spesa di vivande prima di partire.
  • La pista ciclabile Shonai Kaigan e’ molto affollata durante i mesi estivi. Se andate in bici in questo periodo vi consigliamo dunque di evitarla, proseguendo sulla strada 134 (la strada principale) fino ad Enoshima, facendo attenzione al traffico automobilistico. (La strada e’ piuttosto larga e comprende tratti con marciapiedi spaziosi).

 

 

  • Sempre riguardo la pista ciclabile Shonai Kaigan, in caso di mal tempo attraversarla non e’ semplice. Pochi giorni prima un tifone aveva reso la strada impraticabile ricoprendola in parte con la sabbia della spiaggia. Se avete dunque bici da strada e pochi giorni prima c’e’ stata una tempesta, vi consigliamo di proseguire sulla strada 134.

Buon Viaggio!

Ele&Yo