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Prima di arrivare in Giappone, mai avrei pensato che in questo paese, la cultura della bicicletta fosse cosi radicata ed apprezzata. Sia in città che in campagna, ho avuto modo di osservare adolescenti, mamme, salary man e anziani, fare uso di questo mezzo di trasporto come se non ce ne fossero altri.

Il Giappone e’ il settimino paese al mondo riguardo numero di biciclette per abitante.Circa il 57% della popolazione sono ciclisti (che non sembra molto contro il 99.1% dei Paesi Bassi, ma e’ sempre un ottimo risultato).

Oltre che per gli appuntamenti quotidiani come scuola, lavoro o spese varie, la bicicletta può’ diventare un ottimo mezzo quando si tratta di buttarsi all’esplorazione di diverse zone del paese. Si perché nonostante il Giappone sia il paese della puntualità ed efficenza dei mezzi di trasporto, lo e’ anche quando si parla di infrastrutture e network di strade per chi preferisce un po’ di movimento all’aria aperta.

Sia io e Yo siamo inesperti ciclisti, ma fino ad ora, ci siamo cimentati in viaggi improvvisati che ci hanno fatto innamorare di questo modo di viaggiare, fatto di sudate, risate, scottature sotto il sole cocente ma tanta soddisfazione.

Una di queste ci ha portato a visitare una destinazione che era presenta da tempo nella mia “To Visit List”, e cui aspettative sono state pienamente soddisfatte: l’isola di Enoshima.

 

Arrivare ad Enoshima in bicicletta

Il nostro viaggio e’ iniziato verso le 8 di mattina vicino ad Odawara. La nostra destinazione iniziale era Kanagawa, ma, data la presenza di questa meravigliosa isola sul percorso, ho convinto Yo a fermarci per poterla visitare in lungo e in largo.

 

 

Raggiungere Enoshima in bici e’ molto semplice. Da Odawara, basta seguire la strada lungo mare con direzione Yokohama, dove e’ possibile pedalare per la maggior parte del percorso su due diverse piste ciclabili, fino a raggiungere direttamente il ponte d’ingresso dell’isola.

(Al fondo dell’articolo troverete indicazioni dettagliate con i nomi delle strade da seguire).

In particolare, se siete amante dei paesaggi di mare come me, vi consiglio di scegliere la 昭南海岸サイクリングロード (Shonan Kaigan Saicuringu Rodo) ovvero una pista ciclabile che per una lunghezza di 8 km copre la distanza tra Chigasaki ed Enoshima.

 

 

Per quale motivo scegliere questa strada?

  • Per 8 Km costeggerete le spiagge di sabbia più belle di Shonan;
  • E’ interamente riservata a pedoni e ciclisti. Potrete quindi pedalare in tranquillità godendovi il paesaggio.
  • Vi sarà possibile fermarvi ed osservare le gesta di surfisti (e’ infatti una zona molto popolare per il surf) o skateboarder di tutte le eta’ intenti ad allenarsi;
  • Posto ideale per fermarsi e riposare godendo del rumore del mare;
  • Dall’inizio della pista, avrete la possibilità di vedere la bellissima isola di Enoshima avvicinarsi (ottimo punto per foto ricordo);

 

 

Proseguendo il percorso, arriverete fino all’ingresso di Enoshima. Attraversate il ponte che collega l’isola alla terra ferma e seguite le indicazioni per il parcheggio delle auto. Potrete infatti trovare un bicycle parking gratuito, munito di bagni, panchine al coperto per riposarvi e macchinette delle bevande. Essendo incustodito, vi consiglio di portare con voi un lucchetto.

Da qui, a circa 50 metri troverete l’ingresso del paese.

 

Prima Tappa ad Enoshima

 

Enoshima

Bronze Torii – Build on 1821, you can find written the name of donors on both columns. On the top the signboard said “Enoshima Daymiojin”, the name of the main deity

Dal nostro punto di partenza (nei dintorni di Odawara) fino ad Enoshima sono circa 35 km (solo andata).

Dopo aver posato le bici ed essermi accorta che le mie braccia erano di un rossore simile a quello di un pomodoro (causa sole che picchiava, pelle super sensibile e dimenticanza crema solare 50++), ancor prima di iniziare la nostra visita ci siamo subito guadagnati un premio di consolazione.

Se come noi siete partiti senza il famoso “Bento” (pranzo al sacco), non vi preoccupate.

Oltrepassato il primo Torii in bronzo,  avrete l’imbarazzo della scelta tra ristoranti che offrono donburi di qualsiasi tipo (carne o pesce) , calamari grigliati cosparsi di salsa di soia e negozi di dolci tradizionali giapponesi (manju sopratutto) o più occidentali.

Perdonate la nostra scelta fuori dagli standard gastronomici locali, ma sotto quel sole cocente, avevamo bisogno di qualcosa di fresco. Ci siamo quindi buttati su due Ice Cream al gusto patata dolce e ramune (bevanda dolce famosa qui in Giappone).

 

Enoshima

Ice Cream Sweet Potatoes and Ramune

 

Enoshima

Fresh made Manju Shop

 

Nonostante l’abbondanza di cibo, Enoshima non e’ famosa per la sua gastronomia.

I motivi che spingono turisti da tutto il mondo a visitare questa piccola isola, risiedono nella sua bellezza naturale, nella presenza di diversi templi ricchi di valore, e leggende che le donano un fascino misterioso.

 

Enoshima, l’isola dell’arte e dell’amore

Se passeggiando sull’isola troverete un numero insolito di coppiette, sappiate che non e’ un caso.

Enoshima e’ infatti famosa per la presenza di tre diverse shrine, dedicate a tre diverse divinità del mare tra cui figura Benzaiten, famosa anche per essere dea dell’amore, della femminilità, dell’eloquenza e della musica.

Secondo la storia raccontata dal monaco buddista Kokei (1047), il villaggio preistorico di Koshigoe (situato nei pressi dell’isola) fu per anni tormento dalla presenza di un gigantesco drago a cinque teste – Gozuryu, cui ira veniva placata dagli abitanti attraverso l’offerta dei bambini.

 

Enoshima

Benzaiten and the dragon at the end of the first stair in Enoshima

Improvvisamente, un giorno, la zona del villaggio fu tormentata da violente tempeste e terremoti inarrestabili. Quando finalmente la follia si concluse e le nuvole si schiarirono, una fanciulla celeste scese dai cieli, la dea Benzaiten.

Al suo arrivo, poco prima di toccare la superficie dell’acqua, un’isola misteriosa sorse dalle profondità del mare. Se le leggende raccontano il vero, in questo modo si vide la nascita dell’isola di Enoshima, dimora della dea.

Il drago osservo’ l’arrivo della divinità e se ne innamoro’ chiedendole la sua mano in matrimonio.

Tuttavia, Benzaiten, che era a conoscenza delle malvagità del drago, rispose che avrebbe preso in considerazione la sua proposta solo se avesse promesso di aiutare il popolo di Koshigoe.

Da quel momento, Gozuryu si dedicò alla protezione dell’area che un tempo aveva terrorizzato.

 

Wadatsumi-no-miya, [龍宮], shrine worshiping the dragon built in 1994. Here a matsuri is held annually on September 9th.

Quando gli abitanti di Koshigoe lo celebrarono attraverso la costruzione di un tempio a lui dedicato, il drago si sdraiò vicino al villaggio di Fukasawa (ora situato nella moderna Kamakura).

Se si osserva attentamente la forma delle colline tra Kamakura ed Enoshima, con un po’ di immaginazione, si può distinguere la forma del drago.

 

Cosa vedere ad Enoshima

Una volta oltrepassato il primo Torii in bronzo, inizierà la vostra avventura per le strade di Enoshima. Non avrete bisogno di mappe o guide per orientarvi, ma vi basterà seguire la folla di gente e le diverse shrine che compariranno lungo il percorso per trovare la via.

Vi ritroverete immersi in un’atmosfera unica nel suo genere, fatta di natura e luoghi di preghiera ricchi di storia.

 

Benzaiten Nakamise Street

Ele&Yo

 

Proseguite con > Enoshima: un isola ricca di storia (Parte 2)

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